Sappiamo cosa abbiamo nel piatto?

MacellazioneTutti possiamo fare un piccolo passo in avanti… non mangiare carne tutela noi, gli animali e l’intero pianeta.

Per produrre 1 chilogrammo di carne servono da 7 a 16 chilogrammi di cereali e soia… cereali che potrebbero essere utilizzati per la nostra alimentazione. Un solo chilogrammo di manzo necessita di circa 15.500 litri di acqua… mangiare carne non è sostenibile.

Uno, due, tre, … giorni a settimana senza derivati animali possono fare la differenza…pensaci.

…e poi… sappiamo davvero cosa abbiamo nel piatto?

LE FARINE ANIMALI FANNO IMPAZZIRE L’EUROPA 

Da qualche giorno, l’Europa intera è sconvolta, a buon motivo, da una frode enorme, dalle ramificazioni sempre più ampie, che ha permesso agli industriali di far ingoiare ai consumatori circa 750 tonnellate di carne di cavallo travestito da “puro manzo”.

E la Commissione che ha deciso? Molto semplicemente di consentire di nuovo l’uso, in Europa, delle farine animali per nutrire una parte degli animali di allevamento. Vuole  permettere le farine nel settore dell’acquacoltura a partire dall’1 giugno, e poi, ma”non prima del 2014”, per suini e pollame.

Ciò equivale, né più né meno, a tornare a una pratica agricola, le cui derive hanno causato uno dei peggiori disastri sanitari mai conosciuti nel continente, meno di venti anni fa: la crisi della “mucca pazza”.

Decine di migliaia di mucche, essendo state nutrite con “farine di carne e ossa”, ottenute riciclando tutti i tipi di carcasse senza precauzioni, sono state infettate dall’encefalopatia spongiforme bovina, cosa che ha portato al massacro di intere mandrie. È a causa di queste farine che centinaia di consumatori sviluppano, a volte anni dopo aver mangiato bistecche infetti, la mortale malattia di Creutzfeld-Jacob.

Le farine di ossa sono state vietate in Europa per i ruminanti nel 1997, poi per tutti gli animali destinati al consumo nel 2001. Perché reintrodurle oggi? Avrebbero lo scopo di sostituire le farine di pesce utilizzate in acquacoltura, che sono diventate meno convenienti perchè gli stock ittici stanno diminuendo. E il provvedimento previsto per suini e pollame, consentirebbe di trovare una materia prima economica per nutrire questi animali, nel momento in cui l’alto prezzo del grano e soia grava sugli allevatori.

Riutilizzare le proteine piuttosto che distruggerle ed alleviare la pressione sulle colture vegetali che consumano terra, acqua e pesticidi: l’idea è ecologicamente ed economicamente sostenibile. Ma suppone di dare credito all’industria alimentare, che si è resa famosa più per il cibo spazzatura che per la sua preoccupazione per la qualità.

Secondo la Commissione, le “nuove” farine sono sicure: saranno prodotte solo a partire da tagli adatti al consumo umano e, soprattutto, il “cannibalismo” sara’ escluso. I maiali mangeranno solo farina di pollame, e viceversa. Sano principio e lodevole intenzione. A condizione che il governo e le filiere professionali siano in grado di garantire il rispetto rigoroso di queste norme sanitarie. Tuttavia, dopo molti altri, l’episodio delle lasagne di cavallo romeno dimostrano che tale condizione è tutt’altro che garantita.

Nel mese di ottobre 2011, è proprio questo dubbio che ha portato l’Agenzia francese per la sicurezza alimentare, l’ambiente e il lavoro ad emettere un parere negativo sul ritorno delle farine di carne ed ossa. Sarebbe deplorevole se la Francia, che niente obbliga a dar seguito al via libera da Bruxelles, ignorasse questo parere. In materia di salute pubblica, il dubbio deve sempre andare a vantaggio dei consumatori. Costi quel che costi.

Fonte: Le Monde via Agrapress

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