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Influenza e tosse: 12 rimedi naturali

Influenza e tosse: 12 rimedi naturali

Una serie di rimedi naturali che possono aiutarci a prevenire e superare velocemnte raffreddore, tosse e influenza.

Le indicazioni e le posologie riportate sono puramente indicative e non sostituiscono il parere di un esperto, a cui dobbiamo sempre rivolgerci quando stiamo poco bene.

echinaceaECHINACEA
Echinacea
Si utilizza la radice della pianta. È una delle piante più conosciute e valide, ha proprietà immunostimolanti, è un antivirale utile nei casi di influenza e di herpes virus, ha un’azione antinfiammatoria. Possiede proprietà epatoprotettive e stimola le funzioni di fegato. Può essere utilizzata anche a scopo preventivo prima dell’arrivo della stagione fredda. La frazione lipofilica ha inibito le cellule tumorali in vitro.
Tintura madre: 1 cucchiaino per tre volte al giorno
Estratto fresco: 25-50 gocce per tre volte al giorno


enulaENULA CAMPANA
Inula helenium
Si utilizza la radice della pianta. È amica dei nostri brocchi, ha infatti un’azione espettorante e antispastica bronchiale. Non sopprime la tosse ma migliora la fluidità del catarro, molto utile nei casi di catarro cronico e di asma bronchiale. Non ha un’azione immediata, nei casi cronici si consigliano quindi cure prolungate. Stimola in flusso mestruale, per questo motivo è controindicata in gravidanza.
Tintura madre: 20-50 gocce per tre volte al giorno
Estratto fresco: 20-30 gocce per tre volte al giorno
Decotto: 1-2 cucchiaini per mezzo litro di acqua. Portare a ebollizione, spegnere il fuoco e lasciare in infusione per 20 minuti coprendo con un coperchio. Filtrare e bere tre tazze al giorno


saliceSALICE
Salix alba
Si utilizza la corteccia. Le sue proprietà analgesiche e febbrifughe sono conosciute da tantissimo tempo e dai sui principi attivi è stato isolato il principio che oggi troviamo nell’aspirina che compriamo in farmacia… semplicemente il salice ha molti meno effetti collaterali rispetto al farmaco. Trova quindi impiego in caso di malattie da raffreddamento con febbre. Utile come antidolorifico per chi soffre di reumatismi, aiuta a combattere il mal di testa e i dolori muscolari e articolari. Non utilizzare in caso di gravidanza, in caso di gastrite e ulcera gastrica… come l’aspirina, anche se la pianta è sicuramente meglio tollerata.
Tintura madre: 1 cucchiaino per tre volte al giorno
Decotto: 1 cucchiaio per una tazza di acqua. Portare a bollore e bollire per 5 minuti, spegner e il fuoco e lasciare in infusione per 10 minuti coperta da coperchio, filtrare e bere 3-4 tazze al giorno


ADHATODA VASICAADHATODA VASICA
Justicia adhatoda
Si utilizzano le foglie. Questa pianta viene utilizzata nella medicina ayurvedica.
Ha un’azione espettorante, allevia la tosse e fluidifica il muco, anche se molto denso e persistente. Lavora come un antistaminico naturale, è utile anche in caso di asma e allergie. Questa pianta è controindicata in gravidanza e durante l’allattamento.
Polvere: 6-12 gr al giorno
Estratto secco: 0,75-300 mg al giorno
Infuso: 1-2 cucchiaini per una tazza di acqua. Portare a bollore, spegner e il fuoco e lasciare in infusione per 5 minuti coperta da coperchio, filtrare e bere 2-3 tazze al giorno, preferibilmente dopo i pasti


ArcangelicaARCANGELICA
Angelica archangelica
Si utilizza la radice della pianta. Ha azione espettorante, utile delle affezioni delle vie respiratorie accompagnate da febbre. Durante l’assunzione prolungata di questa pianta è bene evitare di esporsi eccessivamente al sole, deve essere assunta con cautela da persone che soffrono di disturbi gastrici e reflusso esofageo. Non va assunta in caso di gravidanza o allattamento.
Tintura madre: 20-50 gocce per tre volte al giorno
Estratto fresco: 25-50 gocce per tre volte al giorno
Infuso: 1-2 cucchiaini per una tazza di acqua. Portare a bollore, spegner e il fuoco e lasciare in infusione per 15 minuti coperta da coperchio, filtrare e bere 3-4 tazze al giorno


Edera terrestreEDERA TERRESTRE
Glechoma hederacea
Impiegata nei casi di catarro, aiuta la fluidificazione, favorendone l’espulsione. È indicata nei casi di accumulo di catarro nei seni paranasali e nella faringe. Ha un’azione antinfiammatoria. Non è adatta nei casi di tosse secca. Promuove la disintossicazione da piombo, un metallo pesante molto pericolo per l’organismo.
Tintura madre: 30-60 gocce per tre volte al giorno
Estratto fresco: 20-40 gocce per tre volte al giorno
Infuso: 1 cucchiaio per ogni tazza di infuso. Portare a ebollizione e lasciare in infusione per 15 minuti coprendo con un coperchio. Filtrare e bere 3-4 tazze al giorno.


elicrisoELICRISO
Helichrysum
Si utilizzano i capolini fioriti. Ha proprietà mucolitiche, antimicotiche, antibatteriche e antinfiammatorie. Molto utile in caso di bronchiti subacute, con e senza tendenza all’asma e nella pertosse.
Tintura madre: 50 gocce per tre volte al giorno
Estratto fresco: ½-1 cucchiaino per tre volte al giorno
Infuso: 1 cucchiaio per ogni tazza di infuso. Portare a ebollizione e lasciare in infusione per 10 minuti coprendo con un coperchio. Filtrare e bere 3 tazze al giorno. La tisana va prepara e bevuta subito.
Macerazione a freddo: 1 cucchiaio per ogni tazza di infuso, si utilizza acqua a temperatura ambiente e si lascia in infusione per 2-3 ore. Filtrare e bere 3 tazze al giorno.


FARFARAFARFARA
Tussilago farfara
La farfara calma la tosse, ha un’azione emolliente, antinfiammatoria ed espettorante. Utile in particolare nei casi di catarro difficile da espellere e nei casi cronici. Non va utilizzata per periodi superiori alle 4-6 settimane l’anno, non utilizzare in caso di gravidanza e allattamento.
Tintura madre: 30 gocce per tre volte al giorno
Infuso: 1-2 cucchiaini per ogni tazza di infuso. Portare a ebollizione e lasciare in infusione per 15 minuti coprendo con un coperchio. Filtrare e bere 3 tazze al giorno. Nel caso di accumuli di catarro bere una tazza la sera prima di coricarsi e una tazza la mattina appena svegli.


BAPTISIABAPTISIA
Baptisia
Si utilizza la radice. È meno conosciuta dell’echinacea, ma le sue proprietà sono molto simili. Aumenta la risposta immunitaria ed è particolarmente efficace nelle infezioni delle alte vie respiratorie, come tonsilliti, faringiti e sinusiti, è utile soprattutto quando è presente anche febbre. Non va assunta in gravidanza.
Tintura madre: 10-25 gocce per tre volte al giorno
Estratto fresco: 15-60 gocce al giorno
Decotto: ½-1 cucchiaino per ogni tazza. Portare a ebollizione e far bollire per 15 minuti. Filtrare e bere 3 tazze al giorno.


piantagginePIANTAGGINE
Plantago lanceolata
Si usa nelle infiammazioni catarrali delle vie respiratorie, in caso di muco vischioso e per le irritazioni alla bocca. Ha spiccate proprietà antibatteriche, che vengono perse qualora si utilizza sotto forma di infuso o decotto, non va quindi sottoposta a riscaldamento.
Tintura madre: 1 cucchiaino per tre volte al giorno
Estratto fresco: 35-70 gocce per tre volte al giorno
Infuso: 1 cucchiaio per ogni tazza di infuso. Portare a ebollizione e lasciare in infusione per 15 minuti coprendo con un coperchio. Filtrare e bere 3-4 tazze al giorno.


timoTIMO
Thymus
Il timo viene impiegato come antisettico, vermifugo ed espettorante. L’infuso è un ottimo supporto nelle malattie da raffreddamento in caso di tosse, asma, bronchite e raffreddore. Utile anche nei disturbi legati alla cattiva digestione con gonfiori addominali. Non va assunto in gravidanza.
Tintura madre: 1 cucchiaino per 3-4 volte al giorno
Infuso: 1-2 cucchiaini per ogni tazza di infuso. Portare a ebollizione e lasciare in infusione per 10 minuti coprendo con un coperchio. Filtrare e bere 3-4 tazze al giorno.


propoliPROPOLI
Un vero antibiotico naturale, ha proprietà antivirali, inibisce il virus dell’influenza, utilissimo quindi per prevenire e curare le malattie da raffreddamento. Viene utilizzato anche nel trattamento delle infezioni delle alte vie respiratorie e nelle infezioni polmonari. Ha un’azione antibatterica nei confronti di diversi batteri, in vitro si è dimostrata molto utile nel combattere la candida. La sua azione antinfiammatoria si estende alle mucose e alla cute, supporta il sistema immunitario rendendolo più resistente alle infezioni. Diversi studi hanno dimostrato un’azione antiproliferativa della propoli sui ceppi tumorali.
Le persone allergiche al polline possono avere problemi nell’assumere la propoli.
Non è un rimedio adatto ai vegani.
Tintura: 25-50 gocce al giorno, da assumere lontano dai pasti
In granuli o polvere: 300-500 mg al giorno, nelle forme acute di può arrivare a 1 gr per tre volte al giorno, è bene iniziare gradualmente.

Diffusore: per chi soffre di bronchiti, mal di gola, sinusite e raffreddori cronici, per chi soffre di allergie ed asma un ottimo acquisto è il diffusore di propoli, alcuni modelli sono dotati di ionizzatore. Certo non costa poco, però è davvero un prodotto valido.

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Intolleranza al latte

Intolleranza al latte

LATTE: lattosio, caseina o latte in generale?
L’intolleranza al lattosio presuppone la carenza dell’enzima lattasi (intolleranza enzimatica), necessario per la scissione in zuccheri semplici del lattosio per renderlo digeribile. Il tempo di insorgenza è variabile, da 1-2 ore a poche ore dopo l’ingestione di alimenti che contengono lattosio.

In realtà l’essere umano, come tutti gli animali, dovrebbe bere solo il latte della sua specie e solo fino allo slattamento (chiamato più comunemente “svezzamento”).

Una reattività individuale verso il latte in generale può essere letta come una reazione alle proteine del latte (caseina) e ai grassi bovini. Questa reattività porta di solito  a sintomi molto più generali, tra i quali mal di testa e acne, non solo quindi legati alla zona addominale (gonfiori, difficoltà di digestione, ecc…). In questo caso il consumo di latte privo di lattosio non risolve il problema.

 

SINTOMI
Nelle intolleranze il sistema immunitario non viene coinvolto, di conseguenza non si scatena una risposta immunitaria. L’intolleranza è “l’incapacità di sopportare/tollerare”, in seguito a un’assunzione abbondante di un determinato alimento. L’organismo “si ribella” perché non riesce a digerirlo correttamente, è una reazione tossica dell’organismo, a differenza dell’allergia (reazione non tossica) che non dipende dalla dose assunta.

Tra i vari sintomi e segni suggestivi troviamo:
» Gonfiore e tensione addominale
» Meteorismo
» Crampi addominali
» Diarrea o stipsi
» Digestione lenta e gonfiore addominale
» Pesantezza di stomaco
» Mal di testa
» Acne
» Eccesso di muco

 

ELENCO DEI CIBI CHE POSSONO CONTENERE LATTE
(verificare leggendo l’etichetta)

Latte e derivati: qualsiasi tipo di latte animale fresco o a lunga conservazione, panna, yogurt, burro, qualsiasi tipo di formaggio sia fresco che stagionato. Latte in polvere, aromatizzato, maltato, condensato, ecc…

Prodotti di pasticceria e dolci: biscotti, cioccolato al latte, pasta frolla, merendine, brioches, cialde, miscele per torte, alcuni tipi di crackers, dolciumi in genere, gelati, creme, budini, pan carré

Salumi e insaccati: prosciutto cotto, salame, mortadella, salsiccia, würstel

Prodotti confezionati per l’infanzia: biscotti, alcune pastine, molti omogenizzati, liofilizzati

Prodotti dietetici, iperproteici, vitaminici e integratori per sportivi: molti di questi prodotti contengono derivati da proteine del latte

Farmaci: numerosi farmaci contengono lattosio tra gli eccipienti

Prodotti recanti la dicitura: siero di latte, proteine del latte, lattoalbumina, lattoglobulina, caseina, lattosio

 

COME EVITARE IL LATTE
Possiamo scegliere i latti e gli yogurt vegetali (soia, mandorle, riso, avena, cocco, miglio, quiona, nocciole, anacardi, ecc…). Assicurarsi sempre che non contengano zuccheri. Per gli sportivi è possibile trovare integratori con proteine della canapa, del riso integrale germogliato e di lupino.

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Intestino e intolleranze

Intestino e intolleranze

La salute del nostro intestino e della flora batterica intestinale, giocano un ruolo fondamentale nei confronti delle intolleranze alimentari, ma anche delle allergie e delle malattie autoimmuni, vediamo perché…

SINDROME DA INTESTINO IPER-PERMEABILE
Quando si ha la sindrome da intestino iper-permeabile le cellule che ricoprono la mucosa intestinale risultano parzialmente separate tra loro, si tratta di cellule appiattite (che normalmente risultano strettamente unite a formare un pavimento continuo): le sostanze nutritive passano dal lume intestinale al sangue attraverso lo spessore delle cellule.

Se queste cellulare sono parzialmente separate passano anche sostanze che normalmente non dovrebbero passare. Questo è il caso di molte proteine che, invece di essere demolite in amminoacidi, passano nel sangue intere, scatenando reazioni nei loro confronti. Nello stesso tempo possono passare nel sangue anche batteri o loro frammenti, tossine batteriche, goccioline di grassi, lieviti, materiale di scarto di varia natura.

Il passaggio delle proteine intere è forse il problema più grave, perché ha buone probabilità di essere una delle cause più importanti del crescente aumento di allergie alimentari e malattie autoimmuni.
Quando queste proteine passano nel sangue, infatti, l’organismo sviluppa anticorpi nei loro confronti, ma ciò determina una crescente intolleranza verso molti alimenti del tutto normali, e che in passato non hanno mai creato problemi. Molte proteine strutturali dei nostri tessuti presentano somiglianze con proteine esterne derivate da animali, cosicché avviene con facilità che il nostro corpo, nel tentativo di difendersi da queste sostanze percepite come estranee, attacchi anche i propri tessuti.

 

CAUSE E SOLUZIONI
Le cause sono probabilmente molteplici e non solo alimentari: stress, farmaci, uso di ormoni, pregresse infezioni batteriche, ecc…
Molte persone hanno osservato che l’astensione da alcuni alimenti, variabili da soggetto a soggetto, consente di ridurre nettamente i disturbi. Questo approccio, tuttavia, risolve solo temporaneamente la situazione.

 

Finché non si corregge la sottostante situazione dell’intestino,
si verificheranno sempre nuove intolleranze verso altre sostanze.

 

COSA FARE
L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale.

Eliminare: tutto lo zucchero e i dolci, le bevande zuccherate, la frutta tropicale, tutti i latticini di ogni tipo. Ridurre notevolmente i grassi (compresi quelli di ottima qualità), i prodotti da forno vanno minimizzati o eliminati. Prestare attenzione alla carne rossa e agli insaccati.

Seguendo un’alimentazione molto pulita l’intestino ritrova gradualmente la sua integrità e le intolleranze diminuiscono. Nella prima fase può essere conveniente astenersi dagli alimenti a cui si è intolleranti, oppure seguire una scrupolosa dieta a rotazione.

 

GLI AIUTI NATURALI

Kuzu: è un aiuto prezioso per il processo di rigenerazione dell’intestino

Cereali integrali e verdure preziosi per il contenuto di fibre

Sostanze fermentate e prebiotici: miso, crauti, verdure fermentate in genere, tempeh, kefir d’acqua, ecc. Essi operano al meglio se consumati in associazione con cereali, legumi e alcune verdure (cipolle, aglio, porri, topinambur), perché contengono degli zuccheri “speciali”, cibo d’elezione per i bifidobatteri.

Maltodestrine fermentate (enzimi): questi enzimi scompongono efficacemente proteine, carboidrati e grassi, aiutando e garantendo la riduzione delle macromolecole nei loro componenti di base.

Estratto di semi di pompelmo: rimedio d’elezione per contrastare direttamente i microrganismi patogeni (in particolare la candida) responsabili di alterare la composizione dell’ecosistema microbico intestinale e di causare, nel tempo, lesioni a carico della mucosa, aggravando la permeabilità intestinale.

Curcuma: ha effetti benefici sul sistema immunitario, inoltre stimola la secrezione biliare favorendo la digestione dei grassi. Esplica anche un’importante azione antimicrobica.

Cardo mariano: il suo impiego è indispensabile per favorire l’attività epatica e migliorare la depurazione dell’organismo “intossicato” a causa delle intolleranze alimentari.

Carbone vegetale: può essere un valido aiuto nel caso di gonfiori addominali.

Fibre solubili: utili in presenza di stitichezza o feci dure.

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Intolleranza al lievito

Intolleranza al lievito

LIEVITO E PRODOTTI FERMENTATI
Oltre ai cibi che contengono direttamente lievito, l’evidenza clinica indica che la maggior parte delle persone con una reattività verso i lieviti, trae giovamento dal controllo a rotazione nella dieta anche di tutti i prodotti in cui sia intevenuto un processo fermentativo.

 

SINTOMI
Nelle intolleranze il sistema immunitario non viene coinvolto, di conseguenza non si scatena una risposta immunitaria. L’intolleranza è “l’incapacità di sopportare/tollerare”, in seguito a un’assunzione abbondante di un determinato alimento. L’organismo “si ribella” perché non riesce a digerirlo correttamente, è una reazione tossica dell’organismo, a differenza dell’allergia (reazione non tossica) che non dipende dalla dose assunta.

Tra i vari sintomi e segni suggestivi troviamo:
» Gonfiore e tensione addominale
» Meteorismo
» Crampi addominali
» Diarrea o stipsi
» Digestione lenta e gonfiore addominale
» Pesantezza di stomaco
» Mal di testa
» Acne
» Eccesso di muco

 

ELENCO DEI CIBI CHE POSSONO CONTENERE LIEVITO O FERMENTI (verificare leggendo l’etichetta)

Tutti i prodotti lievitati da forno: la restrizione sui prodotti da forno va estesa a tutti i cibi cotti in forno in cui sia contenuta farina, anche senza lievito (come il pane azimo), infatti, durante la cottura le farine subiscono comunque una parziale lievitazione. I pani e i sostitutivi del pane preparati con farine senza glutine hanno normalmente una quantità di lievito molto maggiore rispetto al pane fatto con farina di frumento, questo perché la lievitazione senza glutine è difficoltosa.

Funghi e crauti e verdure fermentate: i funghi sono miceti come i lieviti

Formaggi: tutti i formaggi sia freschi che stagionati

Miele e yogurt: compresi gli yogurt vegetali

Bevande fermentate: birra, vino, alcolici, tè

Condimenti: aceto (anche quello di mele), i dadi da brodo (in quasi tutti sono presenti lieviti), maionese industriale (per la presenza di aceto), salsa di soia, tamari, miso

Integratori: estratti di lievito, molti integratori vitamici (in particolare quelli del gruppo B talora sono estratti da lieviti), probiotici

Rimedi naturali: tinture madri, macerati, fiori di Bach (utilizzano alcool per la conservazione)

Avanzi di cibo e cibi conservati a temperatura ambiente: dopo alcuni giorni frutta e verdura conservate all’aria aperta iniziano un processo di ossidazione. Altri alimenti che tendono ad avviare rapidamente il processo fermentativo sono verdure cotte, sughi di pomodoro, frutta a pezzi tipo macedonia (anche se preparati casa)

Acido citrico: conservante contenuto in moltissimi alimenti in sostituzione del succo di limone (derivato dal fungo Aspergillus geneticamente modificato). Quando leggiamo in etichetta “acido citrico” non possiamo sapere se deriva dal fungo, oppure dal limone, la legge italiana non prevede che venga specificata la derivazione

Frutta essiccata: uvetta, albicocche, datteri, ecc…

 

MASTICARE
Masticare molto bene i cibi velocizza il processo digestivo ed evita che questo si fermi più a lungo del necessario, iniziando così un processo fermentativo. La masticazione è particolarmente importante quando mangiamo cereali integrali, legumi e verdure. Evitare la frutta immediatamente dopo i pasti è un altro buon metodo per evitare fermentazioni.

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Intolleranza al nichel

Intolleranza al nichel

NICHEL E GRASSI IDROGENATI
Il nichel è un metallo presente in molti oggetti di uso comune e per questo è difficile evitarne il contatto nella vita quotidiana, possiamo assumerlo (in minima quantità) anche solo semplicemente cucinando in padelle che lo contengono. Può essere talvolta responsabile di alcune patologie, prevalentemente da contatto.

Negli ultimi anni, allergie, intolleranze ed infiammazioni dovute al nichel stanno aumentando di frequenza. Una delle cause che ha portato ad una maggiore presenza di sovraccarico da solfato di nichel è legato all’uso massiccio da parte dell’industria alimentare di grassi vegetali idrogenati e non idrogenati.

In virtù della presenza di abbondanti residui di solfato di nichel nella lavorazione dei grassi vegetali la dieta di chi ha un’infiammazione dovuta al nichel oggi è una dieta che tendi a minimizzare il consumo di cibi industriali (cosa che farebbe bene a tutti).

SINTOMI
Nelle intolleranze il sistema immunitario non viene coinvolto, di conseguenza non si scatena una risposta immunitaria. L’intolleranza è “l’incapacità di sopportare/tollerare”, in seguito a un’assunzione abbondante di un determinato alimento. L’organismo “si ribella” perché non riesce a digerirlo correttamente, è una reazione tossica dell’organismo, a differenza dell’allergia (reazione non tossica) che non dipende dalla dose assunta.

Tra i vari sintomi e segni suggestivi troviamo:
» Dermatite da contatto
» Gonfiore e tensione addominale
» Nausea e vomito
» Coliche
» Diarrea o stipsi
» Afte e infiammazioni a carico della bocca e delle gengive
» Mal di testa, capogiri
» Asma
» Insonnia
» Atralgie
» Dolori muscolari e rigidità

 

ELENCO DEI CIBI CHE POSSONO CONTENERE NICHEL E GRASSI IDROGENATI (verificare leggendo l’etichetta)

Verdura: asparagi, spinaci, broccoli, pomodori, funghi, cipolle, lattuga, cavolo, cavolfiore, carciofi, crauti

Frutta e frutta secca: pere, prugne, frutti di bosco, uva passa, ananas, datteri, cocco, melone, amarene, nespole, nocciole, mandorle, arachidi

Legumi: lenticchie, fagioli, piselli, soia

Cereali: avena, polenta, farine integrali, crusca, mais, orzo, grano saraceno

Carne: fegato, prosciutto cotto

Pesce: aringhe, acciughe, merluzzo, pesce azzurro, sogliola, sardine, sgombro, baccalà, nasello, ostriche, gamberi, granchio, scampi, calamari, cozze, polpo, totani, vongole, seppie

Aromi: alloro, basilico, origano, prezzemolo, ginepro, cumino, cannella, menta, noce moscata

Condimenti e lieviti: margarina, concentrato di pomodoro, ketchup, olio di semi, senape, salsa di soia, lievito di birra

Bevande: caffè, caffè d’orzo, tè nero, tè verde, camomilla, birra, liquori, bibite gassate

Dolci: cacao, cioccolata, liquirizia, barrette ai cereali

Margarine e grassi vegetali (idrogenati o non), salvo qualche rara eccezione, i grassi vegetali vanno ritenuti presenti nei gruppi di alimenti industriali indicati:

Prodotti in sacchetto: cracker, biscotti, grissini, patatine fritte, ecc…

Pani speciali: come quelli conditi, all’olio, numerosi pani integrali, le fette da toast, le focacce, i crostini, ecc…

Cioccolato, gelati, caramelle, tutta la pasticceria e la biscotteria industriale

Dadi da brodo, anche quelli solo vegetali

Fast food e cibi fritti

Fumo di tabacco: porta il nichel non solo a contatto con bocca e occhi, ma anche nella profondità dei polmoni e soprattutto lo fa entrare nel circolo sanguigno immediatamente

COSA MANGIARE
Come abbiamo visto la lista è davvero lunga e un’alimentazione priva di nichel è pressoché irrealizzabile. Notevoli benefici si hanno però anche solo eliminando i cibi industriali contenti margarine e grassi idrogenati.

Possiamo quindi consumare alimenti freschi, limitiamo il consumo di mais e avena (tra i cereali sono i più ricchi di nichel) e diamo la priorità a frumento (meglio scegliere le varietà antiche), miglio, farro, grano saraceno e riso (più povere in nichel).

Nichel
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Celiachia

Celiachia

IL GLUTINE
Il glutine è un complesso proteico presente in alcuni cereali.

 

CELIACHIA
La malattia celiaca (o celiachia) è una infiammazione cronica dell’intestino tenue, scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti. Il consumo di glutine nel celiaco genera gravi danni alla mucosa intestinale quali l’atrofia dei villi intestinali.

 

SINTOMI
La celiaci è caratterizzata da un quadro clinico variabilissimo, che va dalla diarrea profusa
con marcato dimagrimento, a sintomi extraintestinali, all’associazione con altre malattie autoimmuni. A differenza delle allergie al grano, la celiachia non è indotta dal contatto epidermico con il glutine, ma esclusivamente dalla sua ingestione.
La celiachia non trattata può portare a complicanze anche importanti, come il linfoma intestinale.

Tra i vari sintomi e segni suggestivi troviamo:
» Disturbi intestinali cronici (dolore addominale, stipsi, diarrea, meteorismo, alvo alterno)
» Stomatite aftosa ricorrente
» Ipoplasia dello smalto dentario
» Scarso accrescimento staturale
» Ipertransaminasemia
» Sideropenia (con o senza anemia)
» Stanchezza cronica
» Rachitismo, osteopenia, osteoporosi
» Dermatite erpetiforme
» Artrite, artralgia
» Alopecia
» Anomalie dello sviluppo puberale
» Orticaria ricorrente
» Disturbi della fertilità (abortività spontanea, menarca tardivo, menopausa precoce, infertilità)
» Complicanze della gravidanza
» Iposplenismo
» Epilessia con calcificazioni endocraniche ed altre patologie neurologiche (atassia, polineurite…)
» Disturbi del comportamento alimentare (anoressia nervosa).

 

GRUPPI A RISCHIO
» Familiarità di primo grado per celiachia
» Deficit selettivo IgA sieriche
» Patologie autoimmuni associate (soprattutto diabete tipo 1 e tiroidite)
» Sindrome di Down
» Sindrome di Turner
» Sindrome di Williams.

 

I celiaci in Italia al 31 dicembre 2014 risultano 172.197, quasi 8.000 in più rispetto al 2013 e 23.500 in più rispetto del 2012.

DIFFERENZE TRA ALLERGIE E INTOLLERANZE
L’allergia è una reazione esagerata del sistema immunitario che si scatena in risposta a un allergene, il quale è percepito come elemento estraneo e potenzialmente dannoso dall’organismo.

Nelle intolleranze invece il sistema immunitario non viene coinvolto, di conseguenza non si scatena una risposta immunitaria. L’intolleranza è “l’incapacità di sopportare/tollerare”, in seguito a un’assunzione abbondante di un determinato alimento. L’organismo “si ribella” perché non riesce a digerirlo correttamente, è una reazione tossica dell’organismo, a differenza dell’allergia (reazione non tossica) che non dipende dalla dose assunta.

 

I CIBI SENZA GLUTINE
I “cereali” senza glutine sono davvero molti: amaranto, cañihua, grano saraceno, mais, miglio, quinoa, riso, sorgo, teff, zizania a(c)quatica (riso selvatico). Possiamo scegliere le castagne e tutti i legumi, la frutta e la verdura senza limitazioni.

AVENA:
dal sito dell’Associazione Italiana Celiachia riportiamo:
La maggior parte dei celiaci può inserire l’avena nella propria dieta senza effetti negativi per la salute. Si tratta comunque di una questione ancora oggetto di studi e ricerche da parte della comunità scientifica, in particolare sulle specifiche varietà di avena maggiormente adatte ai celiaci. Il Board Scientifico di AIC, pertanto, suggerisce il consumo di avena solo per quei prodotti a base di o contenenti avena presenti nel Registro Nazionale dei prodotti senza glutine del Ministero della Salute, che garantisce sull’idoneità dell’avena impiegata. Allo scopo di monitorare eventuali effetti legati all’introduzione dell’avena, si consiglia inoltre che tali prodotti vengano inizialmente somministrati a pazienti in completa remissione e che stiano seguendo una dieta senza glutine che abbia escluso anche l’avena.

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