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Intolleranza al latte

Intolleranza al latte

LATTE: lattosio, caseina o latte in generale?
L’intolleranza al lattosio presuppone la carenza dell’enzima lattasi (intolleranza enzimatica), necessario per la scissione in zuccheri semplici del lattosio per renderlo digeribile. Il tempo di insorgenza è variabile, da 1-2 ore a poche ore dopo l’ingestione di alimenti che contengono lattosio.

In realtà l’essere umano, come tutti gli animali, dovrebbe bere solo il latte della sua specie e solo fino allo slattamento (chiamato più comunemente “svezzamento”).

Una reattività individuale verso il latte in generale può essere letta come una reazione alle proteine del latte (caseina) e ai grassi bovini. Questa reattività porta di solito  a sintomi molto più generali, tra i quali mal di testa e acne, non solo quindi legati alla zona addominale (gonfiori, difficoltà di digestione, ecc…). In questo caso il consumo di latte privo di lattosio non risolve il problema.

 

SINTOMI
Nelle intolleranze il sistema immunitario non viene coinvolto, di conseguenza non si scatena una risposta immunitaria. L’intolleranza è “l’incapacità di sopportare/tollerare”, in seguito a un’assunzione abbondante di un determinato alimento. L’organismo “si ribella” perché non riesce a digerirlo correttamente, è una reazione tossica dell’organismo, a differenza dell’allergia (reazione non tossica) che non dipende dalla dose assunta.

Tra i vari sintomi e segni suggestivi troviamo:
» Gonfiore e tensione addominale
» Meteorismo
» Crampi addominali
» Diarrea o stipsi
» Digestione lenta e gonfiore addominale
» Pesantezza di stomaco
» Mal di testa
» Acne
» Eccesso di muco

 

ELENCO DEI CIBI CHE POSSONO CONTENERE LATTE
(verificare leggendo l’etichetta)

Latte e derivati: qualsiasi tipo di latte animale fresco o a lunga conservazione, panna, yogurt, burro, qualsiasi tipo di formaggio sia fresco che stagionato. Latte in polvere, aromatizzato, maltato, condensato, ecc…

Prodotti di pasticceria e dolci: biscotti, cioccolato al latte, pasta frolla, merendine, brioches, cialde, miscele per torte, alcuni tipi di crackers, dolciumi in genere, gelati, creme, budini, pan carré

Salumi e insaccati: prosciutto cotto, salame, mortadella, salsiccia, würstel

Prodotti confezionati per l’infanzia: biscotti, alcune pastine, molti omogenizzati, liofilizzati

Prodotti dietetici, iperproteici, vitaminici e integratori per sportivi: molti di questi prodotti contengono derivati da proteine del latte

Farmaci: numerosi farmaci contengono lattosio tra gli eccipienti

Prodotti recanti la dicitura: siero di latte, proteine del latte, lattoalbumina, lattoglobulina, caseina, lattosio

 

COME EVITARE IL LATTE
Possiamo scegliere i latti e gli yogurt vegetali (soia, mandorle, riso, avena, cocco, miglio, quiona, nocciole, anacardi, ecc…). Assicurarsi sempre che non contengano zuccheri. Per gli sportivi è possibile trovare integratori con proteine della canapa, del riso integrale germogliato e di lupino.

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Intestino e intolleranze

Intestino e intolleranze

La salute del nostro intestino e della flora batterica intestinale, giocano un ruolo fondamentale nei confronti delle intolleranze alimentari, ma anche delle allergie e delle malattie autoimmuni, vediamo perché…

SINDROME DA INTESTINO IPER-PERMEABILE
Quando si ha la sindrome da intestino iper-permeabile le cellule che ricoprono la mucosa intestinale risultano parzialmente separate tra loro, si tratta di cellule appiattite (che normalmente risultano strettamente unite a formare un pavimento continuo): le sostanze nutritive passano dal lume intestinale al sangue attraverso lo spessore delle cellule.

Se queste cellulare sono parzialmente separate passano anche sostanze che normalmente non dovrebbero passare. Questo è il caso di molte proteine che, invece di essere demolite in amminoacidi, passano nel sangue intere, scatenando reazioni nei loro confronti. Nello stesso tempo possono passare nel sangue anche batteri o loro frammenti, tossine batteriche, goccioline di grassi, lieviti, materiale di scarto di varia natura.

Il passaggio delle proteine intere è forse il problema più grave, perché ha buone probabilità di essere una delle cause più importanti del crescente aumento di allergie alimentari e malattie autoimmuni.
Quando queste proteine passano nel sangue, infatti, l’organismo sviluppa anticorpi nei loro confronti, ma ciò determina una crescente intolleranza verso molti alimenti del tutto normali, e che in passato non hanno mai creato problemi. Molte proteine strutturali dei nostri tessuti presentano somiglianze con proteine esterne derivate da animali, cosicché avviene con facilità che il nostro corpo, nel tentativo di difendersi da queste sostanze percepite come estranee, attacchi anche i propri tessuti.

 

CAUSE E SOLUZIONI
Le cause sono probabilmente molteplici e non solo alimentari: stress, farmaci, uso di ormoni, pregresse infezioni batteriche, ecc…
Molte persone hanno osservato che l’astensione da alcuni alimenti, variabili da soggetto a soggetto, consente di ridurre nettamente i disturbi. Questo approccio, tuttavia, risolve solo temporaneamente la situazione.

 

Finché non si corregge la sottostante situazione dell’intestino,
si verificheranno sempre nuove intolleranze verso altre sostanze.

 

COSA FARE
L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale.

Eliminare: tutto lo zucchero e i dolci, le bevande zuccherate, la frutta tropicale, tutti i latticini di ogni tipo. Ridurre notevolmente i grassi (compresi quelli di ottima qualità), i prodotti da forno vanno minimizzati o eliminati. Prestare attenzione alla carne rossa e agli insaccati.

Seguendo un’alimentazione molto pulita l’intestino ritrova gradualmente la sua integrità e le intolleranze diminuiscono. Nella prima fase può essere conveniente astenersi dagli alimenti a cui si è intolleranti, oppure seguire una scrupolosa dieta a rotazione.

 

GLI AIUTI NATURALI

Kuzu: è un aiuto prezioso per il processo di rigenerazione dell’intestino

Cereali integrali e verdure preziosi per il contenuto di fibre

Sostanze fermentate e prebiotici: miso, crauti, verdure fermentate in genere, tempeh, kefir d’acqua, ecc. Essi operano al meglio se consumati in associazione con cereali, legumi e alcune verdure (cipolle, aglio, porri, topinambur), perché contengono degli zuccheri “speciali”, cibo d’elezione per i bifidobatteri.

Maltodestrine fermentate (enzimi): questi enzimi scompongono efficacemente proteine, carboidrati e grassi, aiutando e garantendo la riduzione delle macromolecole nei loro componenti di base.

Estratto di semi di pompelmo: rimedio d’elezione per contrastare direttamente i microrganismi patogeni (in particolare la candida) responsabili di alterare la composizione dell’ecosistema microbico intestinale e di causare, nel tempo, lesioni a carico della mucosa, aggravando la permeabilità intestinale.

Curcuma: ha effetti benefici sul sistema immunitario, inoltre stimola la secrezione biliare favorendo la digestione dei grassi. Esplica anche un’importante azione antimicrobica.

Cardo mariano: il suo impiego è indispensabile per favorire l’attività epatica e migliorare la depurazione dell’organismo “intossicato” a causa delle intolleranze alimentari.

Carbone vegetale: può essere un valido aiuto nel caso di gonfiori addominali.

Fibre solubili: utili in presenza di stitichezza o feci dure.

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Intolleranza al lievito

Intolleranza al lievito

LIEVITO E PRODOTTI FERMENTATI
Oltre ai cibi che contengono direttamente lievito, l’evidenza clinica indica che la maggior parte delle persone con una reattività verso i lieviti, trae giovamento dal controllo a rotazione nella dieta anche di tutti i prodotti in cui sia intevenuto un processo fermentativo.

 

SINTOMI
Nelle intolleranze il sistema immunitario non viene coinvolto, di conseguenza non si scatena una risposta immunitaria. L’intolleranza è “l’incapacità di sopportare/tollerare”, in seguito a un’assunzione abbondante di un determinato alimento. L’organismo “si ribella” perché non riesce a digerirlo correttamente, è una reazione tossica dell’organismo, a differenza dell’allergia (reazione non tossica) che non dipende dalla dose assunta.

Tra i vari sintomi e segni suggestivi troviamo:
» Gonfiore e tensione addominale
» Meteorismo
» Crampi addominali
» Diarrea o stipsi
» Digestione lenta e gonfiore addominale
» Pesantezza di stomaco
» Mal di testa
» Acne
» Eccesso di muco

 

ELENCO DEI CIBI CHE POSSONO CONTENERE LIEVITO O FERMENTI (verificare leggendo l’etichetta)

Tutti i prodotti lievitati da forno: la restrizione sui prodotti da forno va estesa a tutti i cibi cotti in forno in cui sia contenuta farina, anche senza lievito (come il pane azimo), infatti, durante la cottura le farine subiscono comunque una parziale lievitazione. I pani e i sostitutivi del pane preparati con farine senza glutine hanno normalmente una quantità di lievito molto maggiore rispetto al pane fatto con farina di frumento, questo perché la lievitazione senza glutine è difficoltosa.

Funghi e crauti e verdure fermentate: i funghi sono miceti come i lieviti

Formaggi: tutti i formaggi sia freschi che stagionati

Miele e yogurt: compresi gli yogurt vegetali

Bevande fermentate: birra, vino, alcolici, tè

Condimenti: aceto (anche quello di mele), i dadi da brodo (in quasi tutti sono presenti lieviti), maionese industriale (per la presenza di aceto), salsa di soia, tamari, miso

Integratori: estratti di lievito, molti integratori vitamici (in particolare quelli del gruppo B talora sono estratti da lieviti), probiotici

Rimedi naturali: tinture madri, macerati, fiori di Bach (utilizzano alcool per la conservazione)

Avanzi di cibo e cibi conservati a temperatura ambiente: dopo alcuni giorni frutta e verdura conservate all’aria aperta iniziano un processo di ossidazione. Altri alimenti che tendono ad avviare rapidamente il processo fermentativo sono verdure cotte, sughi di pomodoro, frutta a pezzi tipo macedonia (anche se preparati casa)

Acido citrico: conservante contenuto in moltissimi alimenti in sostituzione del succo di limone (derivato dal fungo Aspergillus geneticamente modificato). Quando leggiamo in etichetta “acido citrico” non possiamo sapere se deriva dal fungo, oppure dal limone, la legge italiana non prevede che venga specificata la derivazione

Frutta essiccata: uvetta, albicocche, datteri, ecc…

 

MASTICARE
Masticare molto bene i cibi velocizza il processo digestivo ed evita che questo si fermi più a lungo del necessario, iniziando così un processo fermentativo. La masticazione è particolarmente importante quando mangiamo cereali integrali, legumi e verdure. Evitare la frutta immediatamente dopo i pasti è un altro buon metodo per evitare fermentazioni.

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Intolleranza al nichel

Intolleranza al nichel

NICHEL E GRASSI IDROGENATI
Il nichel è un metallo presente in molti oggetti di uso comune e per questo è difficile evitarne il contatto nella vita quotidiana, possiamo assumerlo (in minima quantità) anche solo semplicemente cucinando in padelle che lo contengono. Può essere talvolta responsabile di alcune patologie, prevalentemente da contatto.

Negli ultimi anni, allergie, intolleranze ed infiammazioni dovute al nichel stanno aumentando di frequenza. Una delle cause che ha portato ad una maggiore presenza di sovraccarico da solfato di nichel è legato all’uso massiccio da parte dell’industria alimentare di grassi vegetali idrogenati e non idrogenati.

In virtù della presenza di abbondanti residui di solfato di nichel nella lavorazione dei grassi vegetali la dieta di chi ha un’infiammazione dovuta al nichel oggi è una dieta che tendi a minimizzare il consumo di cibi industriali (cosa che farebbe bene a tutti).

SINTOMI
Nelle intolleranze il sistema immunitario non viene coinvolto, di conseguenza non si scatena una risposta immunitaria. L’intolleranza è “l’incapacità di sopportare/tollerare”, in seguito a un’assunzione abbondante di un determinato alimento. L’organismo “si ribella” perché non riesce a digerirlo correttamente, è una reazione tossica dell’organismo, a differenza dell’allergia (reazione non tossica) che non dipende dalla dose assunta.

Tra i vari sintomi e segni suggestivi troviamo:
» Dermatite da contatto
» Gonfiore e tensione addominale
» Nausea e vomito
» Coliche
» Diarrea o stipsi
» Afte e infiammazioni a carico della bocca e delle gengive
» Mal di testa, capogiri
» Asma
» Insonnia
» Atralgie
» Dolori muscolari e rigidità

 

ELENCO DEI CIBI CHE POSSONO CONTENERE NICHEL E GRASSI IDROGENATI (verificare leggendo l’etichetta)

Verdura: asparagi, spinaci, broccoli, pomodori, funghi, cipolle, lattuga, cavolo, cavolfiore, carciofi, crauti

Frutta e frutta secca: pere, prugne, frutti di bosco, uva passa, ananas, datteri, cocco, melone, amarene, nespole, nocciole, mandorle, arachidi

Legumi: lenticchie, fagioli, piselli, soia

Cereali: avena, polenta, farine integrali, crusca, mais, orzo, grano saraceno

Carne: fegato, prosciutto cotto

Pesce: aringhe, acciughe, merluzzo, pesce azzurro, sogliola, sardine, sgombro, baccalà, nasello, ostriche, gamberi, granchio, scampi, calamari, cozze, polpo, totani, vongole, seppie

Aromi: alloro, basilico, origano, prezzemolo, ginepro, cumino, cannella, menta, noce moscata

Condimenti e lieviti: margarina, concentrato di pomodoro, ketchup, olio di semi, senape, salsa di soia, lievito di birra

Bevande: caffè, caffè d’orzo, tè nero, tè verde, camomilla, birra, liquori, bibite gassate

Dolci: cacao, cioccolata, liquirizia, barrette ai cereali

Margarine e grassi vegetali (idrogenati o non), salvo qualche rara eccezione, i grassi vegetali vanno ritenuti presenti nei gruppi di alimenti industriali indicati:

Prodotti in sacchetto: cracker, biscotti, grissini, patatine fritte, ecc…

Pani speciali: come quelli conditi, all’olio, numerosi pani integrali, le fette da toast, le focacce, i crostini, ecc…

Cioccolato, gelati, caramelle, tutta la pasticceria e la biscotteria industriale

Dadi da brodo, anche quelli solo vegetali

Fast food e cibi fritti

Fumo di tabacco: porta il nichel non solo a contatto con bocca e occhi, ma anche nella profondità dei polmoni e soprattutto lo fa entrare nel circolo sanguigno immediatamente

COSA MANGIARE
Come abbiamo visto la lista è davvero lunga e un’alimentazione priva di nichel è pressoché irrealizzabile. Notevoli benefici si hanno però anche solo eliminando i cibi industriali contenti margarine e grassi idrogenati.

Possiamo quindi consumare alimenti freschi, limitiamo il consumo di mais e avena (tra i cereali sono i più ricchi di nichel) e diamo la priorità a frumento (meglio scegliere le varietà antiche), miglio, farro, grano saraceno e riso (più povere in nichel).

Nichel
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Intolleranza al frumento

Intolleranza al frumento

INTOLLERANZA

L’infiammazione da cibo dovuta al frumento non è la stessa cosa della celiachia.
Nel frumento, infatti, oltre al glutine sono presenti numerosi altri antigeni, sia proteici che carboidratici. Nel caso dell’infiammazione infatti sono da “eliminare” anche alcuni prodotti adatti i celiaci contenenti farina di frumento deglutinata, perché l’intolleranza potrebbe non essere solo al glutine.

Nei prodotti senza glutine la lievitazione è molto più difficoltosa, per cui il contenuto di sostanze lievitanti in questi prodotti è inevitabilmente molto elevato, oltretutto la maggior parte dei pani industriali senza glutine sono preparati con farine estremamente raffinate.

 

SINTOMI
Nelle intolleranze il sistema immunitario non viene coinvolto, di conseguenza non si scatena una risposta immunitaria. L’intolleranza è “l’incapacità di sopportare/tollerare”, in seguito a un’assunzione abbondante di un determinato alimento. L’organismo “si ribella” perché non riesce a digerirlo correttamente, è una reazione tossica dell’organismo, a differenza dell’allergia (reazione non tossica) che non dipende dalla dose assunta.

Tra i vari sintomi e segni suggestivi troviamo:
» Dolori addominali
» Diarrea o stipsi
» Nausea
» Gonfiore addominale
» Prurito
» Arrossamento della cute
» Cefalea
» Astenia
» Cattiva digestione

 

TIPOLOGIE DI INTOLLERANZE

Esistono due tipologie di intolleranze:

ENZIMATICA: s’intende un’intolleranza determinata dalla mancanza, o dalla carenza, di un enzima coinvolto nella digestione. Come nel caso, ad esempio, dell’intolleranza al lattosio, dovuta alla carenza di lattasi, l’enzima deputato alla digestione del lattosio.

“VERA”: s’intende un’intolleranza in cui il soggetto è sensibile ad alcune sostanzeche si trovano nell’alimento.

 

I CIBI SENZA FRUMENTO
I “cereali” senza glutine sono davvero molti: amaranto, cañihua, grano saraceno, mais, miglio, quinoa, riso, sorgo, teff, zizania a(c)quatica (riso selvatico). Possiamo scegliere le castagne e tutti i legumi, la frutta e la verdura senza limitazioni.

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